La forma dell’acqua: una fiaba sulla diversità e sull’amore


Elisa Esposito è muta, diversa, è una sognatrice costretta a dare forma alle parole con i gesti delle mani. È un’orfana, abbandonata molti anni prima nei pressi di un fiume. Elisa non sa che l’acqua sta per tornare prepotentemente nella sua vita…

Lavora come inserviente in un laboratorio militare e trascorre il suo tempo pulendo e ascoltando l’amica e collega Zelda, donna dalla pelle nera in un’America dove gli afroamericani sono ancora  molto discriminati. È il 1962 e gli Stati Uniti sono in piena guerra fredda contro il nemico numero uno: la Russia.

The_Shape_of_Water
The_Shape_of_Water – Fonte: static.gamesurf.it

Le giornate di Elisa sembrano tutte uguali: sveglia, lavoro e un mondo di parole che lei non può pronunciare. Giles, amico e vicino di casa della Principessa Senza Voce, parla ma è comunque diverso: è un artista, un pittore, un illustratore, un uomo che ama altri uomini. E l’America è sempre la stessa: quella che caccia gli afroamericani da un bar e con altrettanta disinvoltura emargina ogni forma di differenza.



Muti, neri, gay: non ha importanza, se non sei l’immagine del dio biblico non sei nulla… sei solo un abominio.

Elisa, come in una storia d’altri tempi, sta per incontrare una creatura misteriosa. Forse è una divinità, forse un principe, forse un riflesso del suo stesso essere. È un uomo ma anche un anfibio e di sicuro, come lei ed i suoi amici, è un diverso. La creatura, strappata dal suo ambiente naturale e imprigionata nel laboratorio militare, è contesa dai russi: le sue capacità, al di là dell’umana comprensione, potrebbero portare a scoperte sorprendenti…

Il cattivo – perché questo film di Guillermo del Toro è una vera e propria fiaba – c’è e fa sentire la sua presenza, costantemente. Elisa e il suo nuovo amico cercano in tutti i modi di comunicare: gesti, musica e sguardi…

Cosa ne sarà di loro? Che cosa sta per nascere e cosa sta per morire?

La forma dell’acqua? È la stessa dell’amore: mutevole, immensa, infinita, capace di contenere ogni cosa e di dissolvere le differenze. La forma dell’acqua è l’identità di chi ama senza nessun pregiudizio e Guillermo del Toro è un poeta in grado di trasformare l’assenza di parole in poesia.

RainbowPop

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