Victor Victoria: il miglior musical di Julie Andrews


Il clacson di un’automobile, neve a non finire e  un uomo che sta per svegliarsi accanto ad un amante attratto solo dal denaro…

È il 1934 e Parigi, stinta come una cartolina d’epoca, sta per dare i natali ad una grande star: Victor Victoria!

Toddy, attempato cantante omosessuale, assiste per caso ad una performance canora straordinaria. Nel locale dove si esibisce – Chez Lui – la povera e affamata Victoria Grant sta mostrando al proprietario le sue eccezionali doti da soprano. Rompere un bicchiere di cristallo con un “mi naturale” non le basterà per ottenere il posto…

La signora Grant, con lo stomaco vuoto da giorni e senza soldi per continuare a pagarsi l’alloggio, incrocia nuovamente Toddy in un ristorante. Un piano poco furbo per evitare di pagare il conto, un’insalata con uno scarafaggio e una rissa: sarà l’inizio di una meravigliosa amicizia e di un’avventura canterina piena di humour. Può una donna fingere di essere un uomo che canta in abiti femminili? Toddy vede in Victoria una diva e un divo e l’opportunità di cambiare radicalmente le loro esistenze. Un taglio di capelli, abiti maschili, un’identità nobile e fasulla… tutto ciò basterà a trasformare Victoria in Victor, il più grande travestito d’Europa?

Julie Andrews e Robert Preston, diretti da Blake Edwards, ballano e cantano sorridendo e facendo sorridere. I loro personaggi, ironici e pieni di talento, sono gli amici che tutti vorrebbero avere. Toddy e Victoria tendono la mano allo spettatore e il loro coloratissimo party è aperto a tutti quelli che amano il musical.

Nel 1983 Victor Victoria venne candidato a ben 7 Premi Oscar, ricevendo una statuetta per la Miglior colonna sonora. Julie Andrews e Robert Preston si accontentarono della sola candidatura – miglior attrice e miglior attore non protagonista – ma lasciarono un segno indelebile nella storia del cinema e della musica. Le Jazz Hot, You And Me, The Shady Dame From Seville, Crazy World… le canzoni cantate da Toddy e Victoria diventano un musical nel musical, portando l’ascoltatore in una magica Parigi (ricostruita in studio) felice e piena di risate.

Ma in questo film c’è anche altro: il tema della sessualità – e della diversità – viene trattato con leggerezza e delicatezza, rompendo schemi sullo schermo, portando la gioia anche nella vita di un omosessuale. Parliamo del 1982, non è cosa da poco.

RainbowPop

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