Boys Don’t Cry: la storia di Brandon Teena


Brandon amava le ragazze ed esibire il suo essere macho. Capelli corti, fare da cowboy, jeans stretti, camicie a quadri e un sorriso da conquistatore: questo era il segreto con cui ammaliava le ragazze, le seduceva. Brandon era un giovanotto dal passato difficile, vittima di abusi, incompreso dalla famiglia e alla ricerca di una sola cosa: il rispetto. Aveva in testa l’amore, un sogno, la speranza di un futuro felice. Chi non vorrebbe un avvenire tranquillo? Un lavoro, l’anima gemella al proprio fianco, amici, risate, musica… chi non vorrebbe tutto questo? A Brandon, uomo nato nel corpo di una ragazza di nome Teena, venne strappata la vita, sradicata. Non gli è stata data la possibilità di vedere il proprio destino compiersi e di realizzare il percorso che ognuno di noi dovrebbe intraprendere: quello della serenità.

Nel 1999, quasi vent’anni fa, Hilary Swank riversò il suo intero essere in una prova cinematografica da Oscar, diventando Brandon. Il film Boys Don’t Cry racconta l’ultima stagione di un ragazzo con la vagina, di un uomo con il seno, di chi avrebbe voluto – come tanti – arrivare ad essere se stesso…

Brandon di cognome e Teena di nome: ma il suo animo è assolutamente maschile. Viene schernito e sbeffeggiato per il suo essere un maschiaccio. Viene rincorso, deriso, perché una lesbica non merita comprensione. Ma Teena non esiste e non è una ragazza omosessuale. È il frutto, ruvido, di un albero delicato. È la corteccia robusta di un nome che non gli appartiene pienamente… questo – almeno – è ciò che dice il suo documento d’identità.

 

Quasi per gioco lascia la città natale, Lincoln, e arriva nella vicina Falls City. Alle spalle ha qualche piccolo guaio con la giustizia e tanta voglia di vivere. Instaura da subito un legame d’amicizia con la cameriera Candace e poi con un paio di balordi: John e Tom. Nottate brave, birra a fiumi, voglia di integrarsi e di essere semplicemente Brandon. Si nasconde, cela il suo segreto, o probabilmente vive per ciò che è: un ragazzo come tanti… L’incontro con Lana Tisdale gli sarà fatale. Lei ricambia gli sguardi innamorati del coetaneo, lo desidera… prova un sentimento autentico, capace di comprendere – nonostante l’ignoranza – la vera natura del suo nuovo fidanzato. Fanno progetti, sognano, si cercano. Ma ciò che per Lana è un mondo da scoprire per altri è una perversione da punire.

La gioventù di Brandon, spezzata qualche giorno dopo il suo 21° compleanno, è stata raccontata con estrema sensibilità dalla regista Kimberly Peirce. Le immagini dei volti di Lana e Brandon, vicini e quasi sovrapposti, sono forse il cuore dell’intero film: un uomo, una donna, un amore e niente altro.

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