Quanto pesa uno scontrino? Omofobia a Roma e un mio personale ricordo di tanto tempo fa…


Quanto può essere pesante un minuscolo pezzo di carta? A Roma una giovane coppia gay ha constatato personalmente che un misero scontrino può arrivare a pesare tanto, tantissimo. I ragazzi, la sera del 19 luglio, si sono recati in un ristorante per passare una serata tranquilla…

Ordinano un primo, chiedono ad un cameriere un cambio di portata per via di un ingrediente non gradito e al momento del conto arriva l’amara sorpresa: sullo scontrino è presente un piatto non richiesto, un’offesa omofoba. Su quel foglietto c’è scritto frocio…

La proprietaria – per scusarsi – ha offerto la cena alla coppia, mentre il cameriere negava l’evidenza e ridacchiava.

La notizia, diffusa dal sito Bitchyf.it, è stata ripresa da molti giornali italiani. Il cameriere – a quanto pare – ha perso il posto di lavoro. Giustizia è stata fatta? Forse. Sarebbe giusto non dover più vivere episodi del genere, non dover scontrarsi con l’ignoranza e sarebbe ancora più giusto non fare i conti con un mondo pieno d’immaturità.

A proposito di Roma…

Nel 2000, in occasione del World Pride, mi capitò qualcosa di veramente sgradevole. Prima del corteo, con il mio compagno e alcuni amici, entrai in un bar per chiedere un panino. Un tizio al bancone ci guardò con sufficienza per poi dire: “Pane per voi non ne abbiamo.”

Non reagimmo, preferendo andare altrove… che grande errore. Ma riavvolgere il nastro è impossibile e quel fotogramma è destinato a rimanere pregno di un’amarezza che dopo anni non ho ancora digerito. Altre volte – in occasione di episodi di omofobia vissuti sulla mia pelle – ho reagito, risposto. Di quell’episodio ricordo con chiarezza due cose: il silenzio del momento e il boato festoso del Pride, subito dopo…

 

L’omofobia esiste ed è un veleno capace di assumere molte forme: è parola, gesto, sguardo, risata, disprezzo e molte volte l’insieme di tutte queste cose. Eppure, al di là della sessualità, molti fanno finta di non vedere.

A chi dice che l’omofobia non esiste, i gay sono dei piagnucoloni e il Pride è una pagliacciata chiedo invece di rompere il silenzio.

Uno scontrino può pesare tonnellate, come ogni altro episodio di omofobia. Ogni singolo atto di violenza va a riempire quel piatto di amarezza che gli omofobi vorrebbero farci – a forza – trangugiare. Dichiararsi, parlare, partecipare pienamente alla propria vita è il solo modo per prenderci ciò che è nostro: la dignità.

RainbowPop

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