American Horror Story – Apocalypse: il primo episodio? Una delusione atomica!


American Horror Story: il terrore corre – correva… – a 360 gradi! È ancora così? Sette stagioni all’insegna del brivido, anni in attesa di un settembre sempre carico di tensione e suspense. Il primo episodio dell’ottava stagione di questa serie – oramai cult – ci porta in una zona piena d’ombre e fiamme: quella dell’apocalisse nucleare e della temutissima terza guerra mondiale.

 

Chris (Evan Peters), parrucchiere platinatissimo e cool di Santa Monica, sta tagliando ciò che più teme: le doppie punte della bionda, ricchissima e capricciosa Coco. Lei vuole un taglio perfetto, unico! I soldi del padre non le bastano, vuole diventare una grande influencer, una regina dei social media. Per riuscire nell’impresa si fa accompagnare da Mellory, assistente sottomessa e un po’ nerd. Nel giro di pochi istanti l’atmosfera – quasi trash – cambia. I cellulari di tutti i presenti impazziscono, si sentono allarmi ovunque… e Coco riceve una videochiamata dal papino milionario. Il solito bonifico? No! La ragazza deve raggiungere l’aeroporto e imbarcarsi su un minijet privato, con lei potrà portare altre tre persone. Inizia una fuga rocambolesca, tra strade piene di persone terrorizzate e grida: sta per scoppiare una bomba nucleare, il mondo sta per finire. Non a caso il titolo di questo primo – e quasi insulso – episodio è The End, la fine. La bionda Coco chi porterà con sé? Il fidanzato? No, lo lascia a terra, stracciando verbalmente un contratto prematrimoniale. Il fratello? No, meglio portare l’assistente… Sul jet saliranno anche Chris ed Evie, la ricca nonna (Joan Collins) alcolizzata di quest’ultimo. Nel frattempo Timothy, giovane manzo americano in procinto di iniziare il college, viene caricato a forza su un’automobile: il suo DNA è quello giusto, lui è un prescelto, ha tutte le carte in regola per sopravvivere alla catastrofe nucleare. La famiglia, disperata, lo saluta… lacrime, sguardi commossi e dopo 5 minuti lui sembra aver già dimenticato tutto!

Anche in televisione i cronisti salutano e dicono addio alle famiglie, come se la morte non fosse altro che un intervallo tra uno spot e l’altro. Timothy – Timoteo: colui che onora dio… – si ritrova con Emily (altra prescelta dal DNA non dozzinale) in una gabbia, preservato e intrappolato, e poi spedito verso un rifugio antiatomico: l’avamposto numero 3! In questo rifugio sotterraneo ci sono due figure a tirare le corde di tutti i burattini: Wilhelmina Vaneble (Sarah Paulson) e Miriam (Kathy Bates).

Tutti sono vestiti come se il mondo non fosse finito ma precipitato alla fine del 1800 e tutti devono portare colori ben precisi: il grigio per il basso rango e il viola per chi fa parte dell’élite.

In teoria questa nuova stagione dovrebbe riportare alla luce le oscure sottotrame  di ben due stagioni: la prima e la terza, Murder House e Coven. Dovremmo rivedere streghe e fantasmi, e anche l’anticristofiglio dello spettro di Tate Langdon e di Vivian, personaggi della prima stagione di AHS.

 

Al momento il talento di Evan Peters, Kathy Bates e Sarah Paulson è stato eclissato da una trama superficiale e confusa. Le atmosfere sono gotiche, i costumi meravigliosi, ma il carattere ansiogeno che ha sempre contraddistinto American Horror Story pare svanito, nel nulla. È solo il primo episodio, è solo il primo! Hai già visto questi 40 minuti? Sì? Allora, per favore, prega con me Santa Jessica Lange… nella speranza che possa salvare, con la sua recitazione sublime e il suo sguardo di candido terrore, questa ottava stagione che sembra veramente la fine di tutto ciò che è stato.

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