Meglio sporco di pipì che vestito di rosa: la paura del gender colpisce ancora!


Rosa, come un confetto, un fenicottero, un fiore forte e delicato. Rosa come un evidenziatore, uno zainetto, un giocattolo, il vestito di una bambola…

Per la società il rosa è donna: niente altro. Eppure la fusione del rosso e del bianco, unione che genera il colore con cui solitamente vengono vestite le bambine, è stato associato al gentil sesso solo dopo la seconda guerra mondiale e dietro a questa decisione (ma dai!) c’è una precisa scelta di marketing proveniente dagli Stati Uniti. (Per approfondire l’argomento, se vuoi, clicca qui: ilpost)

Il rosa, infatti, è una variante del rosso, colore primario associato alla rabbia, alla forza, alla potenza… e a tante altre cose.

Ma le origini del rosa non bastano a salvarlo dalle discriminazioni: sì, il povero rosa è oggetto di discriminazioni! Può un colore associato al sesso femminile andare bene anche per un maschio? Ovviamente la risposta è no. Perché, si sa, la paura genera mostri e lo fa con il volto oscuro dell’ignoranza.

A Chivasso, sul finire di questo 2018 Dopo Cristo, una mamma va all’asilo a riprendere il figlioletto di tre anni. Le maestre, rimaste senza vestitini di ricambio per il pupetto, hanno utilizzato ciò che avevano a disposizione: abiti dalle sfumature rosa! Apriti cielo! La madre del piccolo ha protestato: il rosa? Potrebbe creare danni, confusione, il gender, IL GENDER, IL GEEEENDEEEER… Insomma, meglio pisciato che rosa. 

Eh! Rosa come un gelato alla fragola, come il palmo delle mani, come la pianta dei piedi. Rosa come un asciugamano, una stella marina, le scaglie di un pesce. Rosa come il colore che apre e chiude una giornata. Perché non puoi impedire al sole di colorare il cielo con le sfumature che desidera per sé. Osservare un tramonto, pieno di suadenti varietà di rosa, è da gay? È una cosa da donna o da maschio? Il cielo non può darci risposte, al cielo interessa solo essere osservato. L’orizzonte ci offre mille arcobaleni ma sviluppare la coscienza necessaria per accogliere la bellezza è compito nostro.

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