“La patata bollente” compie quarant’anni



Bernardo, detto Gandi, lotta quotidianamente contro il suo peso. Ex pugile e operaio dal grande animo comunista, ha due grandi passioni: lo sport e il sindacato di cui fa parte. Nel suo cuore c’è spazio anche per la bellissima Maria, addetta alla mensa della fabbrica di vernici in cui lavora. In casa sua non mancano falce, martello e foto di Lenin! Insomma, Bernardo è un uomo – e comunista – tutto d’un pezzo. Non ha mai paura di farsi avanti, odia i soprusi dei dirigenti e ovviamente non sopporta i fascisti.

Una sera, dopo aver piantato in asso fidanzata e amici per via di un litigio, soccorre Claudio, giovane vittima di un gruppetto di estrema destra. I pugni di Gandi mettono in fuga i fascisti, è un ex pugile ma sa ancora il fatto suo. Claudio, pieno di lividi e dolorante, trova riparo a casa di Bernardo. Se il ragazzo è stato preso di mira dai fascisti di sicuro è una brava persona, un compagno…

Bernardo scoprirà, ben presto, che Claudio è omosessuale: non comunista ma di sicuro non gradito dai fascisti. Il disagio e l’imbarazzo “del Gandi” crescono a vista d’occhio… e se qualcuno l’avesse visto in compagnia di Claudio? La sua virilità è a rischio? Che cosa potrebbe mai pensare la comunità di cui fa parte? I due nuovi amici, nonostante le grandi differenze culturali e caratteriali, impareranno a conoscersi e assieme affronteranno il giudizio di un’Italia fine anni settanta ancora molto bigotta e mentalmente chiusa.

Colleghi impiccioni, portinaie ficcanaso, fidanzate gelose, equivoci e un amore impossibile: La patata bollente è un film invecchiato benissimo. Merito di dialoghi divertenti e pieni di cuore, di parole leggere eppure in grado di far pensare. Gli stereotipi di quel(?) tempo vengono mostrati e analizzati attraverso una risata. Bernardo, ad un certo punto, chiede a Claudio se ha mai pensato di farsi curare per cambiare il suo modo di essere; come se nell’omosessuale ci fosse un ingranaggio rotto, qualcosa da riparare… Bellissima la risposta!

Gandi – Non hai  mai provato a farti curare?

Claudio – E tu? Essere ciechi e sordi davanti a qualsiasi cosa di diverso non è forse una malattia?

Renato Pozzetto e Massimo Ranieri (giovane e bellissimo!) hanno reso vera e scoppiettante “una patata bollente” che ancora oggi – nel 2019 – molti non sanno sempre come maneggiare. Edwige Fenech, affascinante e conturbante, è stata la degna spalla del duo Pozzetto – Ranieri.

La commedia italiana è costellata di personaggi LGBT, ma in genere sono solo macchiette stereotipate. La regia di Steno non ha fatto cadere le maschere, questo è vero. Però ha contribuito ad aprire un varco, a rendere tridimensionali personaggi dipinti quasi sempre senz’anima. Parliamo del 1979. A volte, per guardare avanti, bisogna fare un passo indietro.

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