Il Mago di Oz: il film che rese celebre Judy Garland festeggia 80 anni!


Il meraviglioso mago di Oz vide la luce nel lontano 1900. Il suo autore, l’americano Lyman Frank Baum (1856 – 1919), aveva già conosciuto la fama dopo aver pubblicato un libro di filastrocche per ragazzi. Ma il vero successo arrivò grazie alla sua amata Dorothy e al favoloso regno di Oz. Lo scrittore, poliedrico e pieno di interessi, ebbe una vita di alti e bassi: conobbe la ricchezza ma non sempre riuscì ad amministrare bene le sue fortune, investendo in musical poco redditizi.

Baum, tra uno scivolone e una risalita, nel 1919, si apprestava a scrivere il 15° libro della fortunata saga di Oz. Non fece però in tempo ad ultimare il manoscritto e nemmeno a vedere pubblicato il 14°, Glinda of Oz.

Dorothy, dal 1939, ha il volto della bella e aggraziata Judy Garland. Il film diede nuova linfa e notorietà al libro di Baum, e da allora Dorothy (molto più del mago di Oz) è entrata nell’immaginario collettivo. Judy Garland, icona LGBTQ e madre di Liza Minnelli, è sinonimo di arcobaleno e Gay Pride. Morì, poco dopo aver compiuto 47 anni, qualche giorno prima dei moti di Stonewall e non a caso viene citata in entrambi gli omonimi film sulla storia del movimento gay.



Ma di cosa parla il Mago di Oz?

Dorothy, adolescente con le treccine, vive con gli amati zii in una fattoria del Kansas: terra soleggiata ma spesso colpita dai tornado! Lei e il suo inseparabile cagnolino, Toto, hanno attirato l’ira della ricca Miss Gulch. Una fuga da casa, l’incontro con un veggente munito di sfera di cristallo e la voglia di tornare indietro… Dorothy corre alla fattoria ma gli zii si sono nascosti in un rifugio: è in arrivo un tremendo tornado. La ragazza e il fido Toto, chiusi in casa, si ritrovano letteralmente nell’occhio del ciclone!

Il bianco e nero del film, magicamente, svanisce appena la protagonista apre la porta dell’abitazione: è lontana dalla sua famiglia, in un luogo fatato abitato da streghe buone e cattive, scimmie alate, nanetti chiamati Mastichini e ovviamente dal grande e potente Mago di Oz! La casetta volante che ha portato Dorothy in quel magico mondo è atterrata proprio sulla malefica strega dell’ Est… le scarpette color rubino della megera entrano in possesso della piccola straniera. La ragazza, con la benedizione della strega buona Glinda, si incammina verso il palazzo del Mago di Oz, forse la sua unica speranza per tornare a casa. Durante il tragitto incontrerà lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di Latta e il Leone Codardo. Dorothy non è l’unica a voler chiedere un favore al grande Oz…

Film e libro sono simili ma – come spesso succede – pieni di differenze: le scarpette rosse del film nell’opera di Baum sono color argento, le malvagie scimmie alate in realtà rivestono anche un ruolo positivo, nel romanzo si parla ripetutamente di una fatata cuffia d’oro, il libro inizia senza menzionare i tre aiutanti dello zio di Dorothy e la signora Gulch…

Parlare di Judy Garland, ovviamente, vuol dire pensare ad una delle canzoni più famose del mondo: Over The Rainbow. L’icona Judy, da sempre legata ai colori dell’arcobaleno, avrà sempre un posto speciale nel cuore della comunità LGBTQ. Un posto diverso da tutti gli altri, un posto chiamato casa.

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