Una storia da cantare – Faber: è Ornella Vanoni show!


Massimo Ranieri, Paola Turci, Morgan, Loredana Bertè, Ornella Vanoni: tutti assieme per celebrare il grande poeta che fu – ed è – Fabrizio De André. Ogni artista ha cantato, recitato e cercato di dare a Faber – come lo chiamano da sempre i suoi ammiratori più affezionati – il meglio di sé. Perché anche per un veterano come Massimo Ranieri confrontarsi con un pilastro della musica italiana come De André è una bella sfida. Faber, cantautore e poeta, aveva una voce inconfondibile. Forse non era dotatissimo ma aveva il grande dono di riuscire a conferire ad ogni nota vita e spessore. Le sue storie, quelle che amava narrare, prendono forma ancora oggi. Marinella, Bocca di Rosa e Andrea sono personaggi quasi vivi, sono presenze che hanno oltrepassato l’ombra del semplice racconto: sono tra noi. È questa la potenza di Faber.

Ornella Vanoni – Una storia da cantare

Lo spettacolo – Una storia da cantare – presentato da Enrico Ruggeri e Bianca Guaccero è stato infuocato dalla presenza di Ornella Vanoni: cade prima di entrare in scena, inizia a cantare Bocca di Rosa, si ferma perché infastidita dalle luci (cazz*, non ci vedo, tagliate cazz*, non l’ho detto…), riprende a cantare e poi mostra il livido… mettendo in imbarazzo i presentatori! In ogni caso ha regalato al pubblico un’esibizione degna di nota. Per come ha cantato? No, semplicemente perché lei è Ornella.

Loredana Bertè canta Una storia sbagliata, omaggio di Faber a un altro poeta: Pier Paolo Pasolini. Dori Ghezzi osserva e applaude. Bertè è libertà e ovviamente stravolge un po’ la canzone, dilungandosi sul finale e ruggendo fino a far trapelare tutto il dolore contenuto nel testo. 

Una bella serata? Sì, ma per un Amico Fragile ci vorrebbe qualcosa in più. Il pacchetto televisivo, con Faber al centro, è risultato ben confezionato ma (in alcuni momenti) poco spontaneo, soprattutto nella conduzione.

E le canzoni di Faber? Cantate bene, a volte non benissimo ma sempre degne di essere ascoltate e riscoperte. Serata televisiva non perfetta, proprio come il mondo che Faber raccontava e amava dipingere. Vero, senza finzioni. E per questo pieno di poesia.

RainbowPop



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