L’omofobia? È uno scrigno di paure, da gettare via


La giornata mondiale contro l’omofobia sta per giungere al termine.

Nel frattempo molte persone, uomini e donne, stanno subendo pressioni e violenze. Violenza è parola, lanciata con la forza di un fiato. Violenza a volte è un insulto, celato da un sorriso. Violenza è un pugno di sillabe contro chi, spesso adolescente, ancora non ha i mezzi per difendersi. Violenza è la voce di chi dice di amarti… anche se sei “sbagliato”. Violenza è il sangue  dopo le botte e  dopo un taglio nella mente.

L’omofobia è grigia – come la materia che dovrebbe comporre il cervello – e non contiene pensieri… l’omofobia è uno scrigno di paure.

Uomo, ma vorrebbe essere donna. Donna, ma vorrebbe essere uomo. Maschio che ama altri ragazzi, donna che ama altra femmine…

Minoranze schiacciate, triturate, dall’ansia di quelli che vorrebbero rendere tutto uguale. Ansia che molti trasformano in violenza. Il ciclone dell’omofobia ha molte forme, si nasconde nelle religioni e nei partiti politici. L’omofobia è un serpente che non ama cambiare pelle. Chi è l’omofobo? Si dice, narra la leggenda, un omosessuale che non si accetta…

Probabile, può essere. A volte sì e altre volte no. Descrivere il genere umano con poche parole è impossibile, perché non ci sono abbastanza parole neanche per dipingere – con tutte le sfumature necessarie – una sola e singola persona.

Sarebbe bello parlare, arrabbiarsi, litigare, con tutte queste persone. Non per creare altra rabbia, ma solo per capire cosa è possibile fare. Utopia? In un mondo dove è prevista la pena di morte per chi ama e fa sesso con persone dello stesso… sì, è utopia.

Ma il mondo cambia costantemente e anche chi odia è destinato a sparire. C’è chi ama e c’è chi odia, e poi i loro eredi. E forse il punto è questo: cercare di lasciare – per il futuro – un colore indelebile e in grado di trasmettere amore e niente altro.

RainbowPop

Un pensiero riguardo “L’omofobia? È uno scrigno di paure, da gettare via

  • 20 Maggio 2018 in 0:34
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    Articoli veritieri e molto interessanti, peccato che nel 2018 c’è ancora tanta ignoranza

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