Daimon: il sentiero esoterico dello scrittore Claudio Marucchi


Le pagine di Daimon respirano e mentre vengono accarezzate, sfogliate, è difficile non sentire il battito del loro cuore. Daimon è un indomito animale e poi un libro. Sibila, ringhia, abbaia e raramente concede riposo al lettore. Daimon somiglia al suo creatore?

Il volume, nelle sue 150 pagine circa, sembra avere il peso di una piuma metallica e tagliente. Le parole di Claudio Marucchi – il suo raccontare come è diventato un esperto di esoterismo e simbologia – non hanno eco ma occhi molto curiosi…

 

Le sue frasi tagliano, lasciando colare non siero ma solidi riflessi. I “passi” che compongono Daimon – passi, non capitoli – si cibano delle nostre pupille e per ogni boccone viene creato uno specchio in cui rimirarsi, perdersi, conoscersi, volersi.

Tra i tanti – ma non tantissimi – libri letti sull’argomento è quello che al momento mi ha stupito di più. Con alcuni libri ho pensato, con altri ancora sono arrivato a riflettere…

 

Con Daimon invece mi sono VISTO. Claudio, mentre scrive, scompare. Ogni passo forgia il lettore, procurandogli invisibili organi di senso. Le sue esperienze, il suo prepararsi a diventare se stesso senza rinunciare ad essere anche altro, hanno un qualcosa di… luminoso e incandescente.

Claudio non ha paura delle tenebre, non teme. E forse è questo il segreto per splendere, dando così forma alla Notte.

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RainbowPop

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